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Galeotta fu la gradinata. Quella installata dall’ Aru, Agenzia regionale per le Universiadi, nei Campetti della Reggia per accogliere gli spettatori della finale mondiale di tiro con l’ arco. Quella gradinata è più alta di quanto previsto nel progetto presentato un anno fa e, appena installata, gli ispettori della Soprintendenza l’ hanno misurata e trovata non a norma. È scattato così il blocco dell’ allestimento, con obbligo immediato di rimozione della struttura. Un colpo durissimo all’ organizzazione. La finale mondiale di Tiro con l’ arco all’ ombra della Reggia è il momento clou della manifestazione sportiva a Caserta. E probabilmente di tutta la serie di competizioni giovanili. Per l’ intera giornata di ieri sono stati febbrili i contatti tra Comune, che ha la gestione dei Campetti, Soprintendenza e Aru. Gli organizzatori presenteranno un altro progetto in fretta e furia per eliminare le difformità. Ma non è facile. Abbassare l’ altezza della gradinata significa eliminare centinaia di posti a sedere corrispondenti ad altrettanti biglietti venduti, ormai da mesi. Quei soldi dovranno essere restituiti a persone che, proprio in virtù di quei posti, hanno magari pagato il volo aereo da località anche distanti e il pernottamento in albergo. Ma a parte gli aspetti economici c’ è in ballo una «figuraccia mondiale», almeno quanto la natura della manifestazione di cui si parla da mesi e mesi come l’ evento per eccellenza in Campania. Da un lato la Soprintendenza che chiede il rispetto di quanto autorizzato, dall’ altro l’ Aru che minaccia di trasferire il tutto a Napoli. Nel mezzo il Comune a gettare acqua sul fuoco. «In questo momento la priorità è di riprendere l’ allestimento, ovviamente mettendo tutto a norma. La città è pronta a fare da vetrina per un evento internazionale che porterà il nostro monumento sugli schermi televisivi del mondo. Una battuta d’ arresto che sono certo si supererà nelle prossime ore grazie alla disponibilità di tutti». Fino alla tarda serata di ieri, però, il via libera della Soprintendenza non era venuto. E nel frattempo l’ allestimento del campo di gara e delle strutture di servizio (decine di gazebo bianchi) è stato interrotta. Ieri solo i militari e altri operatori hanno lavorato nelle zone di loro competenza, al di là delle transenne che delimitano l’ area in cui si svolgerà la gara. Il problema fondamentale è che dovranno essere eliminati alcuni gazebo dal progetto (sono necessari per il riparo e la preparazione degli atleti e anche per i punti di assistenza sanitaria) e che non è facile aggiungere altre gradinate perchè non c’ è spazio e verrebbe stravolto tutto il progetto. Ad attraversare i campetti ora, effettivamente, si nota che da alcune angolazioni la gradinata copre la facciata della Reggia. Ma questo avviene solo in quel punto per un periodo limitato di tempo. È giusto, per far vedere la Reggia a chi è dietro la gradinata, impedire che lo stesso Monumento venga visto da decine di milioni di persone in tutto il mondo annullando l’ evento? Ma in questo caso i ragionamenti logici valgono fino ad un certo punto. Lo sforzo è di trovare un contatto tra esigenze organizzative e rispetto delle regole. Anche la prefettura di Caserta, per quanto di propria competenza, ha svolto un’ azione di avvicinamento tra le parti. Oggi arriva la fiaccola, si spera anche la «pace» tra organizzatori e Soprintendenza (DALL’EDIZIONE CASERTANA DEL MATTINO DI OGGI).